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NATALE: CONFESERCENTI-IPSOS, TRE SU QUATTRO FESTEGGERANNO IN FAMIGLIA
Postato il 24/12/2025

 

PREVISTA UNA  SPESA DI 3,3 MILIARDI PER LA TAVOLA TRA VIGILIA E PRANZO

Gli acquisti alimentari delle Feste entrano nel vivo, ma la spesa è più prudente (-5% sullo scorso anno). Pesa anche l’inflazione alimentare: dal 2015 si è “mangiata” un quinto del panettone

A due giorni dal Natale gli acquisti per la tavola entrano nel vivo, ma il quadro resta improntato alla prudenza: per la cena della Vigilia e il pranzo del 25 dicembre la spesa complessiva stimata è pari a circa 3,3 miliardi di euro, in lieve calo (circa -5%) rispetto allo scorso anno. Un dato che racconta due spinte parallele: la voglia di festeggiare, tra tradizioni ed eccellenze della gastronomia, e una maggiore attenzione al budget, con scelte più controllate.

A stimarlo è Confesercenti sulla base del consueto sondaggio sui consumi alimentari e nei pubblici esercizi condotto con IPSOS su un campione di circa mille consumatori.

Dove si festeggia. Il Natale si conferma soprattutto un rito domestico: quasi tre italiani su quattro (72%) trascorreranno le feste a casa propria o da parenti, con una scelta ancora più marcata tra gli over 34 (73%) e nel Mezzogiorno (73%), mentre tra gli under 34 la quota scende al 69% e al Nord si attesta al 70%. La dimensione “sociale” resta presente ma contenuta: il 9% sarà a casa di amici, ma tra i più giovani sale al 12% (contro l’8% degli over 34) e al Sud e Isole raggiunge il 10%. Il fuori casa resta stabile: il 5% sceglierà un ristorante o un pubblico esercizio, con un picco nel Centro (7%), mentre un ulteriore 2% indica una location affittata, opzione più frequente al Nord (4%) e tra gli under 34 (3%). Limitata la quota di chi trascorrerà le festività in movimento: viaggio o vacanza valgono complessivamente il 6%, ma arrivano all’8% tra gli under 34 e al 7% nel Nord. Residuali le altre soluzioni (1%), mentre un 5% deve ancora decidere, quota che cresce tra gli over 34 e nel Mezzogiorno (entrambi al 6%).

La spesa. Guardando al budget individuale, la Vigilia resta il momento “più carico”. Chi organizza per la sera del 24, prevede una spesa media per acquisti alimentari e cene fuori di 62,02 euro a persona (dai 66,31 del 2024), contro i 57,42 euro del pranzo del 25 dicembre (da 60,79). In entrambi i casi, comunque, oltre un consumatore su tre cercherà di tenersi sotto i 30 euro. Nel complesso, la spesa stimata per cena di Vigilia e pranzo di Natale è pari a circa 119 euro a persona, poco più del 5% in meno dello scorso anno. Un ritocco al ribasso che segnala una prudenza crescente delle famiglie, su cui pesa l’erosione del potere d’acquisto. Che nel lungo periodo emerge chiaramente: nel 2015 la spesa media complessiva era 99 euro, circa il 20% in meno dei 119 euro stimati oggi (Vigilia + pranzo). Ma con un’inflazione alimentare intorno al 34% in dieci anni, a prezzi 2015 la spesa attuale equivale a circa 79 euro: in pratica l’inflazione si è “mangiata” un quinto del panettone.

Il menu. A guidare le scelte è la tradizione, soprattutto quella regionale: la Vigilia resta legata al pesce, mentre il pranzo di Natale conferma la centralità delle carni, con ricette che cambiano da territorio a territorio. Anche sui dolci si preferiscono – accanto a torroni, panettoni e pandori – quelli tipici locali, segno che l’identità gastronomica continua a contare. L’approccio però è più prudente: si cerca la qualità, ma ottimizzando la spesa e andando a caccia di offerte. Pesano spese obbligate più rigide e l’incertezza, che spinge a tenere un margine per gennaio: il risultato è un Natale fedele a qualità e tradizione, ma con acquisti più razionali, tra confronto prezzi, offerte e quantità più misurate.


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