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Guerra nel Golfo, caro carburanti e dollaro forte continuano a pesare sui viaggi organizzati. Assoviaggi: “La pressione sui costi resta elevata, servono interventi urgenti”  
Postato il 09/04/2026

 

Il turismo organizzato italiano continua a subire forti pressioni a causa del perdurare delle tensioni sui mercati energetici e del rafforzamento del dollaro rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio.

Sulla base delle ultime quotazioni pubblicamente disponibili, il jet fuel, principale voce di costo per le compagnie aeree, si attesta a 4,02 dollari al gallone, valore rilevato dall’Argus US Jet Fuel Index nell’ultima pubblicazione disponibile del 23 marzo 2026. Su scala globale, il Fuel Price Monitor dell’IATA, basato sulle quotazioni Platts, conferma un prezzo medio settimanale del carburante aviation pari a 197 dollari al barile, con un incremento del +12,6% su base settimanale, segnale di una tensione ancora molto elevata sui mercati.

A incidere ulteriormente sui costi per gli operatori europei è l’andamento del cambio. L’euro continua a muoversi su livelli di debolezza rispetto al dollaro, attestandosi nell’area di 1,15 USD, rafforzando l’impatto dei rincari del carburante, acquistato sui mercati internazionali in valuta statunitense.

Una combinazione di fattori che rischia di tradursi in un aumento strutturale dei costi operativi lungo tutta la filiera del turismo organizzato, con effetti diretti sui prezzi dei biglietti aerei, sulla programmazione dei pacchetti viaggio e sulla capacità di spesa delle famiglie, in una fase cruciale di avvicinamento alla stagione turistica.

“Il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte che aggrava ulteriormente i costi per le imprese italiane”, dichiara Gianni Rebecchi, Presidente di Assoviaggi Confesercenti.

“Le agenzie di viaggio e i tour operator non possono essere chiamati ad assorbire indefinitamente shock di origine internazionale. Senza interventi mirati, il rischio concreto è una nuova contrazione della domanda e un indebolimento dell’intera filiera”.

Secondo Assoviaggi è indispensabile mantenere un monitoraggio costante dell’andamento del jet fuel e del cambio, valutando misure di sostegno e strumenti di compensazione, per evitare che l’impatto dei fattori energetici e valutari venga scaricato interamente su imprese e consumatori.

“Le agenzie di viaggio necessitano di interventi capaci di garantire un quadro stabile – conclude Rebecchi –. Il turismo resta un comparto strategico per l’economia nazionale, ma servono politiche in grado di attenuare l’impatto di dinamiche generate da eventi geopolitici di questa portata, che le imprese non possono gestire né prevedere”.


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